Clara Marchetto

Clara Marchetto nacque nel 1911 a Pieve Tesino. Diplomatasi insegnante elementare, sposò Giusto Gubitta (nato nel 1905 a San Stino di Livenza, in Veneto) con il quale si era trasferita a Genova. Prese parte attiva alla lotta antifascista in Liguria, insieme a suo marito.

Essendo in collegamento con alcuni antifascisti rifugiati in Francia, venne arrestata l’8 maggio 1940 con l’accusa di antifascismo, propaganda contro la guerra e collaborazione con elementi sovversivi stranieri.

Messa in libertà nel 1944 dagli Alleati, tornò dopo la guerra in Trentino e fu esponente, per la zona del Tesino, dell’ASAR. Dopo la fine del movimento aderì al Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT) e fu eletta alle prime elezioni del consiglio regionale, nel novembre del ’48. Venne quindi fatta oggetto, prima e dopo la sua elezione, di una violenta campagna a mezzo stampa, in relazione al periodo in cui era stata arrestata per spionaggio durante l’epoca fascista. In questa operazione si distinse Flaminio Piccoli attraverso la rivista Panorami, tanto che la Marchetto espose denuncia contro il direttore della testata per diffamazione.

L’11 gennaio 1949 si tenne «la prima e unica udienza del processo di diffamazione Marchetto - Piccoli». Tuttavia il 1° febbraio la Marchetto fu arrestata perché si riteneva che fosse stata messa in libertà illegalmente dal penitenziario di Perugia, dove venne riportata. Nell’autunno dello stesso anno le fu concessa la libertà provvisoria. Ne conseguì uno stravolgimento della sua esistenza per tutto il resto della sua vita, al punto tale che dovette trascorrere molti anni anche all’estero, lontano dal suo Trentino.

Pubblicato in Storia  il 19 Ottobre 2010


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