Ugo Rossi: «Ok il partito ma un’astensione così alta deve farci riflettere»

Il segretario del Patt, Ugo Rossi, tanto contento del voto di domenica non è e parla anche della necessità di fare autocritica. «Non mi sento di far festa con un astensionismo così», afferma. Del resto, tre giorni fa, era convinto che si sarebbe superato abbondantemente il 50%. «Vero, anche se devo dire che la mia percezione era più sulle valli che sulle aree urbane. Non faccio festa, ma la salute del partito autonomista è sotto gli occhi di tutti. E ciò mi conforta. Però dobbiamo riflettere…»

Riflettere sull’astensionismo. «Eh sì». Secondo lei non sono andati a votare perché non c’era l’esigenza di queste comunità di valle? Perché non si è riusciti a far capire il progetto istituzionale? «Uno dei motivi è stata anche la sostanziale assenza dell’avversario: dove il centro destra, come in val di Sole, ha presentato un candidato come Mosconi la gente è andata a votare. Poi la campagna denigratoria ha pesato e nelle aree urbane. Poi la gente fa fatica a capire l’utilità delle comunità». In effetti, dove il comprensorio aveva una sua presenza, la gente è andata alle urne. «Sì, le cose nuove hanno i suoi tempi. La gente vuole capire concretamente a cosa servono ma questo tema dell’astensione ci deve far riflettere. Significa che dobbiamo trovare anche altri strumenti per andare a parlare con le persone. Noi del Patt mi pare che ci riusciamo. Magari perché abbiamo un modo di avvicinare la gente più tradizionale». Il consigliere Michele Dallapiccola, invece, fa i salti dalla gioia. «Mi sono preso la briga - dice - di sommare tutti i voti che abbiamo preso e di paragonarli, ovviamente togliendo Trento, Aldeno, Cimone e Garniga, con quelli delle provinciali. In termini assoluti siamo andati avanti, nonostante l’astensionismo: siamo passati da 20.700 voti a 22.900».

Ugo Rossi, chiaro, è felice per questo. «Sono molto contento e non sono preoccupato dell’astensionismo in termini di voti che scappano, però una riflessione forte su questo dobbiamo farla. E penso che dobbiamo fare anche autocritica. È un concetto che ripeto spesso: io penso che in questa Autonomia ci sia molto da migliorare ma per farlo non bisogna demolire». Per i rapporti di forza nella coalizione provinciale nulla cambia? «Non è certo il caso di stare qui a discutere di rapporti di forza. Il problema vero è quello di fare, appunto, autocritica su alcune scelte che la gente fa fatica a capire e in un periodo di crisi riuscire a stare più vicini alle persone e avere anche il coraggio di fare qualche scelta impopolare che però, se è ben spiegata, la gente capisce».


(L’Adige, 26.10.2010)

Pubblicato in Notizie  il 26 Ottobre 2010 '' ''

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