Rossi:“LAVORO, la vera emergenza e’ la disoccupazione giovanile”.
Ugo Rossi
Se non affrontiamo per tempo questo problema non potremo sostenere né crescita né spesa sociale.
La disoccupazione giovanile in Italia non accenna a scendere. Anzi, su base annua, continua a salire. Secondo i dati resi dall’Istat è al 31%.
In Trentino siamo alla metá circa e sotto di circa cinque punti rispetto a quella media europea, ma il dato è purtroppo in crescita.
I giovani occupati sono il 27 per cento in Trentino contro il 20 per cento in Italia ma per esempio il 46 per cento in Germania.
Se questo andamento continua andiamo incontro ad una situazione di gravissima insostenibilità sociale ed economica. Non è un problema che riguarda solo i giovani ma tutti noi.
Perché tra quindici venti anni avremo una forza lavoro che non riuscirá a sostenere produttività,entrate e crescita.
E che, anzi, avrà probabilmente bisogno di assistenza sociale perchè non avrá accumulato contributi previdenziali.
Non possiamo non affrontare il problema e dobbiamo risolvere velocemente la questione di come da una parte dare più garanzie a tutti quei giovani lavoratori che oggi sono completamente fuori dal circuito del “normale” modo di lavorare e che non godono di nessuna tutela, ma anche dall’altra affrontare il nodo che le tutele ( dove ci sono) si sono troppo spesso trasformate in una difesa del posto di lavoro prima ancora che del lavoratore in sé (perché prima si difende il posto, l’«inamovibilità», poi si parla di formazione, crescita, competenze etc.). Non possiamo pensare che basti mantenere le tutele dei padri per tutelare anche i figli perchè così facendo rinviamo solo il momento in cui il sistema crollerá.
Così come è oggi strutturato il nostro sistema e mercato del lavoro è incapace di aprirsi ai giovani come alle nuove tecnologie e all’innovazione.
Il Trentino può e deve essere terra di sperimentazione, per se stesso, per il suo futuro ma anche per dare un contributo al cambiamento nazionale su questo tema.
Abbiamo un’ottima rete di protezione sociale, abbiamo politiche di reddito giá strutturate come il reddito di garanzia, politiche per il benessere familiare all’avanguardia, un sistema strutturato di previdenza integrativa: siamo il posto giusto per sperimentare forme contrattuali nuove che garantiscano da un lato tutele più estese a tutte le categorie di lavoratori ( sopratutto a quelle che oggi ne sono particamente prive) e dall’altro maggiore flessibilitá per le nostre imprese che devono poter rischiare di più e quindi assumere di più senza la spada di damocle della assoluta inamovibilitá del lavoratore.
Per esempio le norme sulla cosiddetta «giusta causa» esistono anche in Germania ma, oltre ad essere applicate in modo più rapido e ragionevole dalla magistratura, prevedono deroghe concordate con i sindacati.
Nel contempo serve migliorare il sistema degli ammortizzatori sociali con l’obiettivo non di compensare la disoccupazione ma di mettere ciascun adulto nelle condizioni di lavorare, tramite un mix di servizi, incentivi fiscali, monetari, percorsi guidati di riconversione, lasciando in vita le integrazioni salariali solo per le imprese che hanno concrete prospettive di recupero.
La protezione deve essere condizionata nel senso che chi passa da un lavoro a un altro deve poter contare nel frattempo su congrui trasferimenti proporzionali alla retribuzione ( per una quota in carico alle imprese che hanno beneficiato dei contratti flessibili) ma che durino solo il tempo necessario per eventuali riqualificazioni professionali concordate coi servizi per l’impiego e che siano legati a un patto di rispettare i requisiti di attivazione, anche se questo comporta spostamenti geografici o nuovi tipi di lavoro.
Infine serve potenziare le iniziative per rafforzare il raccordo scuola-lavoro.
Per me queste sono fra le prioritá più importanti della nostra azione amministrativa e nella trattativa con il governo possiamo candidarci ad essere punto di riferimento per tentare vie nuove.
La sfida è aperta e voglio sperare che politica, pubblica amministrazione, parti sociali e imprese la sappiano vincere, tutti assieme
Trento, 5 febbraio 2012
Pubblicato in Notizie il 7 Febbraio 2012