PATT: “L’importanza della delega fiscale” di F. Panizza

Ho letto con attenzione le prese di posizione di chi, in queste settimane, ha espresso preoccupazione, se non contrarietà, agli obiettivi contenuti nella proposta di norma di attuazione relativa alle agenzie fiscali all’esame della Commissione dei Dodici, proposta che sarà presto oggetto di un confronto con il Governo nazionale e con le parti coinvolte a livello regionale.

Io credo che per la nostra Provincia questa norma rappresenti una delle partite più importanti prima della fine della legislatura nazionale. Vi è un principio di fondo che, secondo me, non può essere messo in discussione: ossia l’importanza strategica di questa competenza e la necessità di ottenerla quanto prima.

Innanzitutto per il fatto che nella nostra autonomia le ampie prerogative in materia di spesa ne escono limitate se non si dispone della possibilità di incidere sulle entrate. Solo così, infatti, potremo migliorare efficacia ed efficienza del nostro sistema.

Poi perché consentirebbe di anticipare eventuali incentivi fiscali già nel momento della riscossione delle imposte. Una pratica che già oggi è stata positivamente sperimentata dalla Giunta Provinciale, con l’assegnazione dei contributi alle imprese spendibili direttamente nel modello F24 sotto forma di “crediti d’imposta” o con la possibilità di attualizzare in un’unica rata e senza costi aggiuntivi gli eco-bonus edilizi.

La norma di attuazione ci consentirebbe inoltre di legare la realizzazione di specifici interventi pubblici alle imposte e al relativo gettito fiscale. Affermando così quel principio di sussidiarietà per cui ognuno è in grado di sapere per quali servizi, infrastrutture, politiche per la crescita o lo sviluppo, vengono destinate le proprie imposte.

Per tranquillizzare poi coloro che temono un eccessivo sbilanciamento di poteri, occorre precisare che l’intero impianto normativo di riferimento resterebbe quello nazionale, con le già riconosciute peculiarità relativamente alla commisurazione dell’Irap e dell’addizionale all’Irpef. Questo sia per i servizi di front-office che per l’ambito dei controlli, che opererebbero in sintonia con i programmi e le linee di accertamento fissati a livello nazionale, tenendo legittimamente conto di eventuali oggettive peculiarità della realtà locale.

Quindi, anche l’obiezione per cui la Provincia potrebbe intervenire a proprio piacimento nella gestione delle attività di accertamento su irregolarità fiscali e sull’evasione è del tutto priva di fondamento. Anche perché, statistiche alla mano, nel nostro territorio i fenomeni di evasione o elusione fiscale sono limitati e possediamo un indice di virtuosità nettamente superiore a tutte le medie nazionali.

Un ulteriore aspetto sarebbe la maggiore sinergia tra tutti gli uffici pubblici, la possibilità di condividere dati e informazioni in tempi più brevi, generando economie di scala (e quindi qualche risparmio) e migliorando la qualità dei processi interni della pubblica amministrazione. Ad esempio, ottenendo una maggiore efficienza per quanto concerne l’incrocio ed il controllo sul campo dei dati reddituali relativamente alla commisurazione del costo delle prestazioni sanitarie o della spettanza di sussidi di varia natura.

Ma l’obiettivo più importante di tutti è avvicinare il fisco al territorio, alle esigenze delle imprese, a quelle dei contribuenti.

La storia di Equitalia ci insegna che la gestione del fisco è una materia delicata, che ogni politica d’indirizzo non può essere declinata in maniera asettica, come se si trattasse di una mera incombenza burocratica. Come abbiamo scoperto in questi anni, anche attraverso storie che hanno avuto un finale drammatico, dietro ogni cartella c’è il vissuto di un’azienda che, magari, ha solo bisogno di rifiatare per poter ripartire, c’è quello di una famiglia che ha bisogno di cura e attenzione, di un percorso specifico per potersi mettere in regola. Finalmente si è compreso che dietro il mancato pagamento delle imposte non vi è sempre un tentativo d’evasione, ma si nasconde spesso il volto duro e drammatico della crisi. Individuare i primi e aiutare i secondi. Questo è quello che fa il fisco in un paese moderno. Con la delega sulle agenzie fiscali, in una certa misura, avremmo la possibilità di avere maggiori informazioni per aiutare chi lo merita e punire se necessario.

Per questo il mio auspicio è che il confronto continui sul testo della norma, per sciogliere le obiezioni e superare le paure, confrontandosi sia sulle linee di massima che sulle azioni più operative. Quello che non si può mettere in discussione è il principio. Un fisco più vicino e legato al territorio è un fisco che offre maggiori garanzie ai cittadini, alle imprese, alla macchina amministrativa. È un obiettivo importante, proviamo a raggiungerlo.

Il Segretario politico del PATT

- Franco Panizza -

Pubblicato in Notizie  il 24 Gennaio 2017 '' ''

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