Franco Panizza: «Gli autonomisti della Valle di Sole non votano Mosconi»

Premetto che la capacità di rinnovare, in politica come in molti altri settori della società, non si determina dalla carta d’identità. Non è l’età di una persona a determinarne la disponibilità al cambiamento, la volontà di guardare al futuro con occhio libero da condizionamenti. È semmai la storia personale di ciascuno di noi che, in questa prospettiva, può rappresentare - in ragione della nostra cultura, del nostro vissuto, dei legami che abbiamo stretto che nel corso degli anni - un condizionamento.

È per questa ragione che leggo quantomeno con perplessità il volantino che in questi giorni è stato spedito alle famiglie della Val di Sole a sostegno della candidatura di Flavio Mosconi a presidente della Comunità di Valle. Non c’entra dunque l’età del candidato, anche se la nostra coalizione ha preferito andare, scegliendo Alessio Migazzi, nella direzione opposta. C’entra piuttosto il passato politico di Flavio Mosconi, che personalmente rispetto, ma che l’interessato sembra invece voler cancellare, forse per non dare l’impressione di voler succedere, pur a distanza di qualche anno, a se stesso, essendo egli già stato Presidente del Comprensorio della Val di Sole, oltre che sindaco di Vermiglio per un decennio. Mosconi «non è collegato ad alcun partito o schieramento», si legge nel volantino. Eppure non occorre andare troppo a ritroso nel tempo per ricordarlo capogruppo di Forza Italia in Consiglio provinciale nella passata legislatura e candidato di punta, anche se non rieletto, nell’ottobre 2008 (due anni, non due secoli fa) nella lista «Il Popolo delle Libertà - Berlusconi per il Trentino». Ma le parole del volantino diffuso dalle liste «Autonomia e partecipazione» e «Autonomia solandra» (come si vede il richiamo all’autonomia è diventato di moda) mi portano ad un’altra considerazione. Mi preoccupa, infatti, questo continuo guardare all’Istituzione Provincia come a una matrigna dalla quale ci si vorrebbe affrancare e ai partiti come a strumenti di imposizione politica, piuttosto che di democrazia. Come se il Consiglio provinciale, eletto da tutti i cittadini, non fosse espressione dell’intero territorio trentino e ai vari raggruppamenti partitici non dovesse più essere delegata la funzione di rappresentare, in ragione della loro diffusione sul territorio, gli interessi e i bisogni della popolazione.

L’ho detto in passato e lo ripeto: siamo in presenza di un tentativo di delegittimazione della politica che fa torto in particolare a chi, come Flavio Mosconi, ha contribuito col suo lungo impegno di pubblico amministratore alla crescita e al progresso della nostra società. E che ne sarebbe, mi chiedo, delle Comunità di Valle se esse dovessero operare, come scrive il volantino, «in piena autonomia» alla stregua di piccole enclaves sganciate da un disegno complessivo, avulse da quel processo di sussidiarietà in nome del quale un illuminato politico solandro del passato, Bruno Kessler, aveva voluto la nascita dei Comprensori? Un’esperienza che oggi le Comunità di Valle sicuramente aggiornano, ma non cancellano per quanto di utile e positivo essa hanno saputo produrre in termini di rappresentanza e di democrazia. È sulla scorta di queste convinzioni che la nostra coalizione - che vede uniti, in conformità con la composizione del Governo provinciale, il Partito Autonomista, il Partito Democratico e l’Unione per il Trentino, è arrivata alla formazione delle liste attraverso un’ampia consultazione dei cittadini. Ed è da questo confronto allargato che sono usciti il programma e la designazione del nostro candidato presidente, il giovane Alessio Migazzi, un giovaneimprenditore scelto con un gradimento unanime e non certo su pressione esercitate dai palazzi della politica provinciale. Il risultato del primo turno ha dato ragione a questa scelta in tutte le valli del Trentino e, in particolare all’impegno del Patt, che, con la percentuale del 20,57% dei voti di lista, è risultato il primo partito della valle.

Agli elettori chiediamo ora di fare il passo successivo, la scelta di Alessio Migazzi nel turno di ballottaggio, per far sì che anche in Val di Sole possa risultare vincente la proposta politica che, con chiarezza, intende garantire alla Comunità di Valle buona amministrazione e stabilità, facendo riferimento alla compagine di governo forte, coesa e ampiamente rappresentativa che sta guidando la Provincia autonoma di Trento. Guardare a una prospettiva programmatica che sappia fare riferimento non solo ad una singola porzione di territorio, ma a quel contesto più vasto che si chiama Trentino, non significa «essere pedine in mano ai partiti sulla scacchiera dei poteri provinciali», ma, al contrario, operare scelte strategiche e condivise destinate a mettere in atto quella rete di sussidiarietà che, valorizzando anche le singole realtà comunali e le potenzialità di ciascuna parte del nostro territorio, potrà consentire alle Comunità di Valle di farsi elemento determinante per vincere la sfida del futuro.

Franco Panizza
Esponente del Patt e assessore provinciale alla cultura

(L’Adige, 05.11.2010)

Pubblicato in Notizie  il 5 Novembre 2010 '' ''

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