Nuovo PATT: maturazione e crescita

di Franco Panizza e Simone Marchiori *

In politica, spesso, ci abituiamo a guardare le cose sempre nello stesso modo, a cristallizzarle, etichettarle, senza accorgerci che con il passare del tempo sono mutate. Così pensiamo sia accaduto con il nostro Partito, con il PATT. Ci spieghiamo meglio. In questi ultimi dieci anni il PATT si è evoluto, si è appropriato di sensibilità e di linguaggi in grado di interpretare l'Autonomia e gli strumenti necessari per governarla, tenendo conto che è cambiato il mondo. Non ci siamo snaturati ma evoluti. Ci siamo resi partecipi attivi di un Trentino molto diverso da quello che ci siamo lasciati alle spalle. Con il prossimo Congresso, se la nostra tesi sarà approvata e condivisa questo passaggio verrà sancito dando forma e sostanza a quello che potrebbe essere definito il PATT di seconda generazione. Gli ingredienti di questo passaggio sono essenzialmente tre. Il primo riguarda la mission del Partito. Siamo Autonomisti: lo eravamo e lo siamo ancor più oggi. Solo che il Trentino è cambiato e questo cambiamento dobbiamo saperlo cogliere, interpretare e gestire. La presidenza Rossi è per noi una sfida altamente impegnativa, della quale avvertiamo la gravosa valenza ma anche le straordinarie opportunità che può offrire. Una sfida che condividiamo con i partners di coalizione, che ci hanno dato fiducia e ai quali dobbiamo rendere conto del nostro operato con serietà e lealtà. Una consapevolezza che ci impone un passaggio di cultura interna importante: anteporre gli interessi generali, del Trentino, a quelli di parte, del Partito. Lo dobbiamo alla nostra gente, al nostro essere autonomisti. Il secondo riguarda il baricentro politico. Noi crediamo nella coalizione di Centro Sinistra Autonomista non per convenienza o per caso ma perché riteniamo che sia la più adatta a interpretare la nuova fase che si sta aprendo. Per questo abbiamo voluto, insieme alla Svp, sottoscrivere un patto politico con il Pd, che ci ha posizionati nel contesto del Centro Sinistra nazionale in modo chiaro e sostenuto da precise garanzie istituzionali e programmatiche. È stata una scelta fondata sulla convinzione che sia, tra tutte le possibili, l'alleanza più coerente con quello che siamo e vogliamo essere, come Trentini e come Autonomisti. Per questo, nella coalizione che sostiene la Giunta provinciale vogliamo porci come fattore di stabilizzazione, per concorrere al rafforzamento di un'alleanza che ha dato buoni frutti e che ci ha consentito di salvaguardare un'Autonomia che, in più di un passaggio, si è trovata in serio pericolo. Una coalizione che ha consentito al Trentino di mitigare gli impatti dirompenti della crisi, predisponendo gli strumenti più adeguati per superarla e riattivare processi di crescita. L'operato della Giunta Rossi ha all'attivo un pacchetto di risultati concreti di tutto rilievo, a cominciare dal patto di Garanzia, che ci fanno ben sperare. Il terzo chiama in causa la capacità di fare rete. Fra Trento e Bolzano i rapporti sono solidi e collaborativi come forse mai lo sono stati, non solo perché tra PATT e Svp esiste una comunanza di valori e intenti che ha radici antiche: i rapporti tra le due Autonomie, tra Rossi e Kompatscher, sono più coordinati e complementari. Un risultato importante, perché le visioni e gli interessi di Trentini e Altoatesini non sono sempre e meccanicamente comuni e sincronizzati. È un risultato istituzionale, comunque non disgiunto dal ruolo attivo del PATT e dal modo con cui ha saputo gestire scelte e relazioni. Un riferimento analogo va riservato all'Euregio. Certamente avere come presidente Ugo Rossi dà al Trentino una posizione di vantaggio. Tuttavia i forti rapporti con il Tirolo, che il PATT ha da sempre intrattenuto, costituiscono un significativo complemento nel costruire quella unità transalpina di intenti essenziale per fare dell'Euregio un esperimento positivo nei fatti. I gravi problemi che l'Europa sta cominciando con fatica ad affrontare, uno tra tutti quello dell'immigrazione, può trovare in un sistema di relazioni transfrontaliere consolidato, un punto di riferimento importante. E così si può dire per il traforo del Brennero e per una politica di sviluppo più coordinata nell'ambito del Tirolo storico. Di estremo rilievo sono infine le intense relazioni con altre Autonomie, in particolare alpine, che ci aiutano a fare rete in un territorio tanto pregiato, quanto delicato. Il fatto che il nostro ufficio di rappresentanza di Bruxelles sia stato proposto come punto di riferimento strategico di Eusalp nella capitale europea dimostra questa nostra vocazione. Sono questi i capisaldi sui quali il nuovo PATT può trovare la lucidità e l'energia per dare compiutezza al suo apporto in una fase di transizione problematica ma ricca di opportunità. La Presidenza Rossi, con la sua squadra, il PATT, con una rinnovata e qualificata classe dirigente, il molto che può essere messo in campo dagli altri partiti della coalizione di governo, sono i nostri veri punti di forza. È questo il contesto e insieme l'obiettivo della nostra tesi congressuale, che non a caso titola "Il coraggio di essere protagonisti". L'impegno a investire energie, risorse ed entusiasmi per dare alla nostra politica le qualità necessarie per rendere sinergici tradizione e innovazione, per traghettare il Trentino da quello che era a quello che vuole essere e costruire.

*Franco Panizza e Simone Marchiori sono candidati alla segreteria e alla vicesegreteria politica del PATT

Pubblicato in Documenti  il 2 Febbraio 2016


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