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	<title><![CDATA[Notizie | PATT]]></title>
	<link>http://www.patt.tn.it/</link>
	<description></description>
	<dc:language>it</dc:language>
	<dc:creator>giovannaemme@alice.it</dc:creator>
	<dc:rights>Copyright 2012</dc:rights>
	<dc:date>2012-05-17T12:46:20+00:00</dc:date>
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	<item>
		<title><![CDATA[&#8220;Il lavoro tra ipotesi e realtà&#8221;]]></title>
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		<description><![CDATA[<p>Tavola rotonda organizzata dalla sezione  PATT di Rovereto</p><p>Si è svolto all’Urban Center il dibattito<br />
«Il lavoro tra ipotesi e realtà»<br />
promosso dal Patt. L’assemblea è<br />
stata presieduta dall’assessore provinciale<br />
Ugo Rossi e moderata da<br />
Daniela Roner. Si sono avvicendati<br />
l’assessore comunale alle attività<br />
economiche Giuseppe Bertolini, il<br />
vicepresidente della Comunità di<br />
Valle Roberto Bettinazzi, la responsabile<br />
del centro per l’impiego Paola<br />
Garbari, il consulente del lavoro<br />
Marco Giovanelli, il dirigente scolastico<br />
Federico Samaden e Massimiliano<br />
Scandella. Non sono emerse<br />
solo le problematiche relative al<br />
contesto lavorativo attuale, ma anche<br />
ipotesi di soluzioni sostenibili<br />
nel tempo. Accanto alla ricerca di<br />
buone pratiche di ricaduta operativa<br />
si è chiesto a tutti gli intervenuti<br />
di attivarsi perché provvedimenti<br />
tempestivi diventino al più<br />
presto realtà. Non solo, ma l’impegno<br />
della politica per tutto il periodo<br />
del confronto è apparso inusualmente<br />
più vicino ai cittadini e meno<br />
ipotetico del previsto.<br />
L&#8217;Adige 16.05.2012</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-17T12:46:20+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Trento - Armellini:&#8220;il PATT chiede di aggiornare il programma&#8221;]]></title>
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		<description><![CDATA[<p>«Il programma di coalizione ha bisogno di un lifting<br />
». A dirlo è il capogruppo del Patt in consiglio<br />
comunale, Fabio Armellini.<br />
Gli autonomisti sono una delle sei forze politiche<br />
che compongono la maggioranza del sindaco Andreatta.<br />
Forza a volte critica su scelte specifiche<br />
ma di solito leale. Superata la boa di metà consiliatura<br />
però Armellini spinge per un cambio di<br />
rotta e chiede in particolare, vista la grave crisi<br />
economica e i tagli al bilancio, di sostenere il<br />
mondo dell’edilizia, semplificando l’iter di rilascio<br />
delle concessioni. Chiede poi di puntare molto<br />
sul turismo e di tutelare l’agricoltura di montagna<br />
anche come fonte di integrazione al reddito<br />
di molte famiglie. Ma chiede anche di non abbandonare<br />
il centro storico e a questo proposito<br />
la sua ricetta è semplice: più macchine e più<br />
parcheggi, per non far fuggire i pendolari. «Altrimenti<br />
- sostiene - scappano e si spostano nei grossi<br />
centri commerciali in altri comuni e peggio ancora<br />
nelle città Venete di confine, causa di una<br />
politica ottusa che non capisce quanto importante<br />
è il poter offrire la possibilità di parcheggiare<br />
a chi viene da fuori, anche oltre Provincia».<br />
A proposito di tagli il capogruppo del Patt chiede<br />
di accantonare opere considerate in questo<br />
momento troppo costose come il campo nomadi,<br />
le piste ciclabili, il nuovo canile.<br />
Il leader autonomista rivendica la qualità dei servizi<br />
offerti nella nostra Provincia e chiede in questo<br />
momento difficile che la politica abbia un occhio<br />
di riguardo per le aziende locali.<br />
Armellini conclude la sua nota citando le parole<br />
del segretario provinciale delle Stelle Alpine, Franco<br />
Panizza: «Quella del Patt è la testimonianza<br />
concreta di un percorso affidabile dal punto di<br />
vista politico che ci vede oggi coerentemente nel<br />
centro-sinistra autonomista con un ruolo ormai<br />
determinante e trainante. Un ruolo di cui dobbiamo<br />
essere interpreti autorevoli e sempre attenti<br />
al territorio, alla sua gente, alle sue speranze<br />
».<br />
L&#8217;Adige 16.05.2012</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-17T12:41:01+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Festa dell&#8217;Autonomia]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/festa-dellautonomia</link>
		<guid>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/festa-dellautonomia#When:11:26:46Z</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il Comitato Manifestazioni Lagarine presenta:</p>

<h3>Festa dell&#8217;Autonomia</h3><p>Venerdì 25 e sabato 26 maggio 2012<br />
Ex cantina sociale di Mori, via del Garda 35</p>

<p><strong>Info</strong>: 3201952773</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-15T11:26:46+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Ugo Rossi :&#8220;L&#8217;adunata modello di convivenza&#8221;]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/ugo-rossi-ladunata-modello-di-convivenza</link>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;adunata di Bolzano è la dimostrazione di come l&#8217;autonomia abbia saputo superare e, speriamo archiviare, i nazionalismi.<br />
Quanti speravano che l&#8217;adunata diventasse pretesto di divisione sono rimasti delusi.<br />
I valori della tolleranza, della solidarietà e del vivere civile sono valori alpini che appartengono alla nostra terra.<br />
L&#8217;adunata è un bellissimo esempio di come attorno a questi valori i diversi gruppi etnici della nostra regione hanno saputo costruire un modello di convivenza.<br />
E un grazie agli alpini per averci permesso di avere questa conferma.</p>

<p>Ugo Rossi</p>

]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-14T07:14:38+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[IL “RITORNO” DI PAOLO MONTI IN CONSIGLIO COMUNALE]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/il-ritorno-di-paolo-monti-in-consiglio-comunale</link>
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		<description><![CDATA[<p>Il-PATT-ringrazia-Piergiorgio-Frachetti</p><p>
	A nome dell’intero partito  e della sezione cittadina del PATT, all’indomani del subentro in consiglio comunale del consigliere Paolo Monti, desidero esprimere un sincero ringraziamento all’arch. Piergiorgio Frachetti per il prezioso e qualificato impegno profuso in questi anni di mandato e per il contributo di idee e di proposte che ha saputo fornire.</p>

<p>	Sono peraltro lieto che Piergiorgio abbia accettato con entusiasmo e piena disponibilità la proposta formulatagli dal Partito di intensificare il suo impegno sul piano politico, all’interno del PATT e, in particolare, a supporto dell&#8217;attività svolta dalla Sezione di Trento.<br />
Sono certo che, anche dall’esterno delle Istituzioni, l’apporto di Piergiorgio Frachetti sarà utile e prezioso per il Partito autonomista, per la città e per l&#8217;intera nostra collettività.</p>

<p>	Desidero nel contempo  augurare buon lavoro all&#8217;amico Paolo Monti che già in passato ha ricoperto questo ruolo e che sicuramente saprà offrire un contributo importante di capacità e di esperienza. Sono certo che anche in raccordo con l’arch. Frachetti, saprà valorizzare il prezioso lavoro da lui impostato e rafforzare la presenza e l’incisività del partito all’interno delle istituzione e del tessuto sociale<br />
	Il calore e la stima che gli sono stati tributati al suo ingresso nella sala del consesso comunale sono emblematici della serietà con cui è sempre stato valutato il suo lavoro</p>



<p>Franco Panizza<br />
Segretario politico PATT</p>

<p>&nbsp;</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-11T06:05:21+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Franco Panizza:&#8220;IL PATT COME ANTIDOTO ALL’ANTIPOLITICA E ALLA CRISI DEI PARTITI NAZIONALI&#8221;]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/franco-panizzail-patt-come-antidoto-allantipolitica-e-alla-crisi-dei-partit</link>
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		<description><![CDATA[<p>
L’analisi del risultato della tornata elettorale amministrativa di ieri pone in primo piano l’emergere di un considerevole aumento dell&#8217;astensione, al quale si lega il progressivo affiorare dell&#8217;antipolitica rappresentata dal movimento guidato dal comico populista Beppe Grillo. Il Partito Autonomista Trentino Tirolese ne prendere atto con preoccupazione, consapevole che questa tendenza esprime  una disaffezione dal modo tradizionale di “fare politica” e propone invece un modello gridato che rende difficile il confronto costruttivo delle idee e che certo non favorisce la crescita della società civile.<br />
	In risposta a questo stato di cose, il PATT si propone al Trentino come forza che, mantenendo una posizione alternativa tanto ai partiti nazionali in evidente crisi, quanto alle facili esasperazioni e ai luoghi comuni dei movimenti portatori delle tesi dell’anti-politica, propone un modello di partito serio e affidabile. Un partito radicato sul territorio con amministratori quotidianamente impegnati per il buon governo del Territorio, dei quali gli elettori possono verificare giorno dopo giorno l’operato.<br />
	Questo è stato, del resto, l’input dato dai congressisti  il  15 aprile scorso al proprio segretario politico, chiamandolo a connotare sempre maggiormente il PATT come partito di raccolta contro gli ideologismi, interprete credibile, forte e determinato di una politica capace di proposte innovative a servizio della propria Gente. Questa è per noi l’unica formula politica valida e appropriata per una territorio piccolo, ma autonomo quale è il nostro.</p>



<p>&nbsp;</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-09T06:40:34+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Mauro  Ottobre: &#8220;Il Flop del Referendum demagico&#8230;&#8221;]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/nicola-fioretti-il-flop-del-referendum-demagico</link>
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		<description><![CDATA[<p> </p>



<p> Il referendum è fallito. Il dato definitivo indica un’affluenza del 27,37%, ben lontana dal ‘50% più uno’ necessario perché la consultazione sia valida.</p>

<p>Al di la del risultato politico però -di cui in molti stanno già ampliamente discutendo- mi preme porre il focus su alcune questioni collaterali al referendum.</p>

<p>In prima battuta ci sarà da capire quale sarà la prossima mossa della Lega Nord all’indomani di un referendum voluto dal loro partito e miseramente fallito.</p>

<p>La Lega Nord ha sempre dichiarato la propria contrarietà alle Comunità di Valle definendole come enti inutili e ridondanti.</p>

<p>Credo quindi che se la Lega intenderà operare con coerenza -anche se la corenza non è il piatto forte di questo partito- l’unica soluzione prospettabile sia quella di far dimettere tutti i propri consiglieri che siedono all’interno delle Comunità di Valle. Lasciare i propri consiglieri all’interno di “enti inutili” sarebbe quanto di più incoerente si possa fare.</p>

<p>Altri interrogativi aperti che in molti si sono posti in questi mesi sono “Se la Lega Nord avesse vinto le elezioni in qualche Comunità di Valle, avrebbero organizzato questo referendum? Come mai se la Lega Nord ha sempre ritenuto inutile quest’ente hanno candidato in tutte le Comunità di Valle? Perché i consiglieri della Lega Nord sono rimasti seduti al tavolo delle Comunità di Valle nonostante lo stesso partito le volesse sopprimere?”</p>

<p>Vorrei lasciar riflettere il lettore su questi quesiti ma tengo comunque ad evidenziare come il referendum del 29 aprile proponesse un intervento puramente “distruttivo” e strumentale.</p>

<p>Sarebbe stato infatti comprensibile se la Lega l’avesse proposto nel momento dell’approvazione della Legge di riforma istituzionale, ma non dopo che le Comunità sono state avviate e sono in piena attività, e soprattutto dopo aver partecipato alle elezioni di Comunità con scarso successo.</p>

<p>Alla luce di queste riflessioni credo sia evidente come il referendum sia stato un intervento puramente demagogico!</p>

<p>Mauro Ottobre</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-05-06T15:57:04+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Ugo Rossi :&#8220;Il PATT per la riqualificazione di Marileva 1400&#8221;]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/ugo-rossi-il-patt-per-la-riqualificazione-di-marileva-1400</link>
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		<description><![CDATA[<p>La sfida della riqualificazione di Marilleva 1400, che Comune di Mezzana, Comunità della val di Sole e Giunta provinciale hanno lanciato venerdì nel corso della seduta dell&#8217;esecutivo provinciale tenutasi a Malè, è di vitale importanza per il futuro della Val di Sole ma rappresenta anche una formidabile occasione per tutto il Trentino e la sua immagine turistica.<br />
Quella di venerdì é stata una giornata importante perché finalmente é stata inserita a pieno titolo nell&#8217;agenda politica e amministrativa la necessità di affrontare subito il tema di come ripensare e rinnovare un modello di sviluppo turistico che ha consentito alla val di Sole,&nbsp; a partire dalla fine degli anni 60, di uscire dalla spirale della povertà, ma che oggi ha fatto il suo tempo.</p>

<p>Sono molto contento di questa decisione, sia dal punto di vista politico che personale.<br />
Dal punto di vista politico perché il partito di cui faccio parte ha sempre portato avanti un&#8217;idea di turismo e di sviluppo basata sulla valorizzazione dell&#8217;ambiente, sul forte legame col territorio e sulla capacità di trasmettere identità e cultura come fattori di qualificazione e di creazione di valore aggiunto, accanto naturalmente ad una pur necessaria infrastrutturazione di base. <br />
Sono elementi che ovviamente dovranno far parte della  &#8220;filosofia di fondo&#8221; della futura riqualificazione ed averli posti all&#8217;attenzione della politica e aver trovato condivisione  su queste necessità é per me un buon risultato politico.</p>

<p>Dal punto di vista personale sono contento perché da solandro so bene cosa Marilleva abbia significato per la valle, nel bene e nel male. So cosa ha significato innanzitutto, per esempio,&nbsp; per i miei genitori, che, come tanti in val di Sole, sono emigrati, per cercare quel lavoro che in valle purtroppo non c&#8217;era e che sarebbe arrivato invece un decennio dopo,&nbsp; appunto,&nbsp; con la nascita di Folgarida e Marilleva. </p>

<p>Le stazioni in quota e lo sviluppo turistico che ne conseguì contribuirono infatti in maniera determinante ad arrestare quasi completamente il fenomeno dell&#8217;immigrazione e cambiarono il  destino dello sviluppo della valle. <br />
Il turismo divenne nel giro di un decennio il principale fattore di benessere e di riscatto per un territorio che sembrava condannato alla marginalità, quando non all&#8217;isolamento. <br />
Il modello dei villaggi in quota fece pagare un grande prezzo all&#8217;ambiente ed al paesaggio ma consentì di creare un considerevole numero di posti letto con una grandissima rapidità, determinando quindi con altrettanta facilità la creazione di molte occasioni di lavoro per i giovani solandri.<br />
Anch&#8217;io ne ho beneficiato, da studente, per un paio di &#8220;stagioni&#8221; come barista in uno degli alberghi di Marilleva 1400.<br />
Erano gli anni 80,&nbsp; e  come,&nbsp; me moltissimi altri giovani.<br />
La val di Sole trovó cosi la sua principale vocazione nel turismo e dopo le stazioni in quota si sviluppó poi in questo senso anche il fondovalle. </p>

<p>Fin qui alcuni lati sicuramente positivi di quella scelta che, é bene ricordarlo, fu assolutamente politica. <br />
Fu la politica a delinearne i contorni, a convincere le comunità locali, a farsi parte attiva nel trovare investitori.<br />
Naturalmente accanto ai lati positivi tutti riconosciamo le fortissime criticità di quel modello nel tempo di oggi: il cambiamento del mercato turistico (anche quello legato allo sci) che richiede si infrastrutture ma anche e sempre più qualità ambientale e dei servizi, l&#8217;assenza di integrazione con il resto del territorio circostante, la frammentazione proprietaria (le multiproprietà), la mancanza quasi totale di  investimenti sulle infrastrutture alberghiere e la presenza di manodopera che ormai solo in piccolissima parte è locale. <br />
A questo si aggiunge, ma è storia più recente, lo stato di grandissima difficoltà della società impiantistica per le note vicende.<br />
Tutti elementi che ci fanno dire, dopo 40 anni, come sia diventato urgente e non procrastinabile cercare di affrontare la sfida della riqualificazione, esattamente come, allora,&nbsp; la &#8220;politica&#8221; seppe affrontare la sfida dello sviluppo. </p>

<p>Oggi come allora la &#8220;politica&#8221; deve farsi carico di questa situazione e fare tutto il possibile per immaginare una diversa prospettiva di sviluppo al turismo della val di Sole. <br />
Questo è quanto ho posto con forza tempo fa all&#8217;attenzione del Presidente Dellai e dei colleghi di giunta, ed è su questo che è maturata la convinzione di dover agire.<br />
In questo senso ho sempre sostenuto che affrontare e vincere la sfida di saper realizzare un nuovo modello  che riqualifichi il turismo è per la valle il vero valore aggiunto su cui concentrare ogni sforzo, altro che tunnel del Peller&#8230;.</p>

<p>Personalmente ritengo che questa di oggi sia una sfida &nbsp; molto piú difficile, ma non impossibile come, aspettiamocelo,&nbsp; qualcuno sosterrà. <br />
La sfida si può vincere invece, e vediamo come.<br />
Prima di tutto è necessario concepirla come un fatto positivo un&#8217; opportunità, non solo un problema, uno spot straordinario e benefico per tutto il Trentino, un segno tangibile della nostra capacità di ripensare i modelli di sviluppo e di realizzarne altri con logiche più moderne e piú compatibili con l&#8217;ambiente, la nostra cultura e identità. Insomma un esempio di innovazione da imitare. Servirà quindi coinvolgere in una logica di alto profilo multidisciplinare diverse competenze: quelle di carattere socio economico, architettonico ed urbanistico ambientale, giuridiche e del mondo finanziario. <br />
La giunta provinciale ha deciso di emettere  un bando con il quale si chiederà di effettuare analisi e proposte di intervento per poi delineare, sulla base di queste, anche gli scenari di un possibile intervento pubblico. Un intervento pubblico che potrà realizzarsi sia sul versante finanziario, attraverso partecipazioni o meccanismi di incentivazione, che su quello urbanistico, attraverso meccanismi di perequazione. <br />
Naturalmente un obiettivo così ambizioso non puó essere raggiunto senza il coinvolgimento delle attuali proprietà ed è per questo che si configurerà come indispensabile la ricerca di un partner finanziario privato di alto livello che sia in grado di utilizzare tutti gli strumenti finanziari oggi disponibili per incentivare tale coinvolgimento. <br />
Anche per questo il progetto dovrà essere di altissimo valenza architettonica e ambientale, perchè possa costituire un modello che sia di per se atrattivo e quindi ad alta redditività. <br />
Insomma perchè non immaginare un intervento che restituisca in tutto o in parte ció che è stato tolto all&#8217;ambiente ed al paesaggio, magari anche diminuendo e  ricollocando posti letto e quindi volumi? Un intervento che garantisca la massima qualità architettonica e del costruire con un fortissimo grado di innovazione ma anche di identità locale. </p>

<p><br />
Un ultimo pensiero al ruolo delle comunità e degli operatori locali. Sia il bando che ogni azione successiva dovranno garantire il loro massimo coinvolgimento nei meccanismi di valutazione prima e di progettazione e decisione poi,&nbsp; ma anche saper individuare forme di partecipazione imprenditoriale, eventualmente anche da incentivare appositamente. <br />
A queste sarà richiesta la capacità di essere parte attiva in tali complicati processi di pianificazione ma anche di saper operare una sintesi virtuosa dei tanti e legittimi micro interessi che un progetto di questa portata intercetta e di farlo in una logica di interesse &#8220;superiore&#8221; e di &#8221; bene comune&#8221;.</p>

<p>Certo come abbiamo visto l&#8217;idea è ambiziosa ed il cammino sarà difficile e lungo ma dopo venerdì una cosa è sicura: non potremo più sottrarci alle nostre responsabilità perchè il tema che abbiamo sollevato è di vitale importanza ,oltre che di grande suggestione,&nbsp; ed i cittadini solandri e trentini ce ne chiederanno giustamente conto.</p>

<p>24 aprile 2012</p>

<p>Ugo Rossi</p>



<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>

<p><br />
 </p>

<p>&nbsp;</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-25T09:35:47+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Roberta Bergamo &#8220;risponde&#8221; all&#8217;ex senatore Gubert]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/roberta-bergamo-risponde-allex-senatore-gubert</link>
		<guid>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/roberta-bergamo-risponde-allex-senatore-gubert#When:16:06:45Z</guid>
		<description><![CDATA[<p>Intervengo brevemente in risposta all’intervento del senatore Gubert comparso su “L’ Adige” del 19 aprile 2012 per alcune brevi precisazioni.<br />
L’appunto principale mosso da Gubert in riferimento al Congresso del Patt di domenica scorsa, e da cui ne consegue una serie di implicazioni politiche, riguarda l’attacco mosso dal Patt alla Lega Nord, descritta come “l’unica forza quasi ossessivamente demonizzata”. L’ex Segretario provinciale della D.C. trentina, nonché acuto sociologo ed attento lettore anche della realtà locale, affonda poi qualche fendente pure contro l’eccessivo servilismo del Patt nei confronti del Presidente Dellai, e qui onestamente l’affrancamento totale dal suo ex compagno di partito in favore di posizioni filo padane appare di difficile comprensione.<br />
Il Patt è al governo della Provincia autonoma di Trento dal 1994; ha garantito responsabilità di guida in uno dei momenti più cupi e rischiosi dell’Autonomia trentina, quello di Tangentopoli. Attraverso poi percorsi non sempre semplici gli Autonomisti si sono assunti impegni alti ed incombenze che solo una forza matura avrebbe deciso si sostenere. La caratura del Partito è poi cresciuta in virtù di incisivi interventi di riqualificazione e ringiovanimento della sua classe politica. Questo la dice lunga sul percorso diametralmente opposto a quello condotto dalla Lega Nord, movimento in Trentino da sempre all’opposizione e che per quanto riguarda le scelte nazionali ha maturato delle responsabilità non certo comprimarie nel mantenere in sella, nell’ultimo ventennio, un governo centralista ed antiautonomista. Le connotazioni di radicamento e di strutturazione sul territorio comuni al Patt come alla Lega, attengono ad una sfera di tipo organizzativo e non certamente politico. Confondere i due livelli sarebbe assolutamente fuorviante.<br />
Sulla questione della difesa dei valori, da quello della famiglia, a quello della vita umana, del creato, in breve di quelli che attengono ai temi tanto cari all’ ex senatore Gubert legati alla dottrina sociale cristiana, il sociologo accusa il Patt di non aver fatto al Congresso proposte di intervento. C’è un motivo a tutto ciò. Il Patt è mai stato, né lo sarà partito confessionale. Non ha intenzione né nel futuro accadrà, di confondere il programma di partito con la coscienza del singolo. Il Patt ha un’attenzione all’etica della politica, precondizione all’agire politico, ma esclude in maniera netta di erigere barricate a sfondo religioso. Questo fu già allora elemento di forte distinzione tra il Pptt e la DC. I temi religiosi, fortemente presenti nell’animo dell’elettore del Patt, non sono esclusività di un Partito ma del singolo all’interno della comunità tutta. In tal senso l’ottimo lavoro condotto in questi anni dall’Assessore Rossi in materia sociale traduce nel concreto questo approccio laico al tema del welfare, avendo lo stesso guidato l’Assessorato di riferimento assumendosi responsabilità di governo impegnative ed elettoralmente onerose, secondo una direttiva di Partito che sentiva e sente forte le problematiche popolari collettive.<br />
Quanto al richiamo ad un ruolo nazionale che il Partito dovrebbe assumere attraverso l’adozione di modelli come quello della Csu bavarese con la Cdu tedesca dico subito che noi Autonomisti non siamo abituati all’assunzione di modelli di riferimento standardizzati, proprio perché ogni modello  è prodotto culturale di realtà diverse e la Baviera non è il Trentino, come l’Alto Adige non è la Valle d’Aosta. Piuttosto, il cammino intrapreso di rapporti sempre più stretti tra i Partiti dell’arco alpino, sancito dall’accordo a Trento di sabato scorso è sicuramente una base di partenza virtuosa originale, pertinente e consona alla nostra dimensione di partito locale ma non localistico. Per il Patt Il discrimine del centralismo è in questo senso  fondamentale e, romano o padano che sia, sempre centralismo indigesto è.<br />
Pergine Valsugana, 19 aprile 2012<br />
Segretaria politica Patt di Pergine Valsugana <br />
&nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  Roberta Bergamo</p>

]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-20T16:06:45+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Franco Panizza:&#8220;GRAZIE PER LA FIDUCIA!&#8221;]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/franco-panizzagrazie-per-la-fiducia</link>
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		<description><![CDATA[<p>Quando domenica mi sono avvicinato al podio del PalaRotari per svolgere il mio intervento al Congresso del PATT e ho visto la grande sala affollata da oltre 1300 persone, ho provato un&#8217;emozione fortissima. Come mai, mi sono chiesto, in un momento che vede i partiti politici scontare una forte crisi di credibilità, il nostro movimento riesce a calamitare attenzione, interesse e perfino affetto? La risposta, a dire il vero, già la conoscevo ed era insita nel nostro modo di fare politica, nel nostro stare vicini alla gente, nel prediligere alle tesi ideologiche la concretezza del fare. Nel credere che la politica sia una cosa seria e possa rappresentare per molte persone una sfida avvincente.<br />
	Dalle persone che domenica hanno affollato il nostro congresso – i delegati e gli iscritti al Partito, ma anche i molti rappresentanti della politica e della società civile che hanno deciso di venire ad ascoltare la nostra voce, a conoscere i nostri programmi – ci è arrivato un messaggio di fiducia che ci responsabilizza fortemente e ci spinge a moltiplicare i nostri sforzi e le nostre energie nello svolgere il nostro ruolo di governo e nel progettare, assieme ai nostri alleati nella coalizione, il futuro della nostra comunità.<br />
	Abbiamo capito che davvero il PATT vuole diventare il Partito di tutti i Trentini, di tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno voglia di mettersi in gioco, che avvertono la necessità di esprimersi in prima persona. E lo abbiamo capito non tanto dagli applausi (peraltro incoraggianti) che a più riprese hanno contrappuntato i nostri interventi, quanto dal contatto con le persone che, a margine dell&#8217;assemblea, ci hanno espresso fiducia e ci hanno incitati a proseguire lungo la strada intrapresa.<br />
	Nell&#8217;assumere dunque l&#8217;incarico di Segretario politico del Partito e nel ricevere dall&#8217;amico Ugo Rossi un testimone pesante, in quanto frutto di un lavoro intelligente e appassionato, desidero mandare un messaggio a chi domenica ci ha dimostrato con la propria presenza simpatia e fiducia. A tutti loro ed a quanti credono che il nostro Partito possa giocare un ruolo di primo piano nella vita politico-istituzionale della nostra comunità, il PATT apre le porte, consapevole che l’Autonomia rappresenta un terreno condiviso dalla stragrande maggioranza dei Trentini e che su questo valore e su questa opportunità il Trentino deve giocare il proprio futuro.<br />
	Nuove sezioni sul territorio sono nate anche nelle ultime settimane ed oggi disponiamo di una rete capillare attiva in ogni Comunità di valle. Siamo dunque pronti ad un ulteriore salto di qualità e a fare veramente squadra per procedere tutti nella stessa direzione ed essere ancora più forti e incisivi. Nelle prossime settimane saranno costituite anche alcune commissioni tematiche per definire il programma del Partito per la prossima legislatura e per rendere più efficace e qualificata la nostra azione nelle amministrazioni pubbliche.<br />
	L’Autonomia ci impone di avere una classe dirigente preparata e un partito maturo deve quindi puntare sulla formazione e sulla conoscenza, perché solo chi sa può decidere. Di qui il nostro impegno a organizzare iniziative di formazione politica e amministrativa, anche in collegamento con le altre esperienze autonomistiche presenti nell’arco alpino.<br />
	A tutti gli autonomisti di ieri e di oggi, a tutti coloro che hanno tenuto viva la fiaccola dell’autonomia pure tra mille e mille difficoltà, a tutti gli artefici del successo del congresso e soprattutto a chi vorrà condividere con noi un futuro di passione e di impegno in politica, il mio grazie sincero e l&#8217;augurio di buon lavoro.</p>

<p><br />
								Franco Panizza<br />
							Segretario politico del PATT</p>

]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-19T06:14:00+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Il Patt: «Pronti a nuove responsabilità»]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/il-patt-pronti-a-nuove-responsabilita</link>
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		<description><![CDATA[<p>Franco Panizza acclamato da 1.300 iscritti lancia il partito alla guida della Provincia</p><p> TRENTO. La grande corsa è partita. Il congresso del Patt celebrato ieri in un gremito Palarotari a Mezzocorona più che l’incoronazione - scontata - di Franco Panizza ha voluto lanciare un messaggio chiaro: il partito vuole guidare la Provincia, con Ugo Rossi sul trono di Dellai. La campagna elettorale è partita, mettendo a nudo il clamoroso ritardo di Upt e Pd. Il Patt ne ha approfittato e ha voluto calcare la mano su questo, presentando addirittura il programma di governo. Gli altri due partiti di coalizione, impegnati a marcarsi e punzecchiarsi a vicenda si sono visti sfilare inesorabilmente dagli autonomisti. Se ci fosse stato qualche dubbio ecco pronto anche lo spottone elettorale, tradotto in un video di pochi minuti che è in parte un’autocelebrazione del partito moderno, quello di Rossi, e in parte un manifesto programmatico. Quanto la base ci creda si è visto dai numeri: 1.300 gli iscritti presenti nel momento di punta (i discorsi di Rossi e Panizza) e gli appalusi a scena aperta quando saggiamente i segretari uscente e entrante hanno toccato le corde dell’orgoglio autonomista.<br />
 Va detto che la regia di Ugo Rossi s’è vista chiaramente anche sul congresso. Il partito riunito ha dato in effetti un’impressione di maturità e di consapevolezza: niente folclore gratuito, nè eccessi, niente cappelli piumati; nemmeno un filo di sindrome da Calimero, anche se le buone parole sono state spese con abbondanza per tutti. La rivendicazione è stata palese ed è toccato a Panizza dirlo chiaro alla sua platea (tantissimi gli applausi per l’assessore alla cultura, che con il collega Rossi si è diviso due quasi-standing ovation), ma anche ai partner di coalizione seduti proprio in prima fila. «Siamo pronti ad aprire un nuovo ciclo e siamo pronti a ruoli di primissima linea». Non servono politologi per capire il messaggio di Panizza, che ha sciorinato un programma che va ben al di là delle strategie di un partito. «Punteremo alla sostanza - ha detto proiettando già il partito alla guida della giunta provinciale - e saremo meno trentocentrici, scommettendo di più sulle valli».<br />
 Ugo Rossi è stato un po’ più “coperto” com’è suo costume, ma anche lui ha tracciato una linea futura, giocando sull’indeterminatezza del soggetto nel suo discorso. E’ evidente però che le cose da fare non riguardano solo il partito, ma anche il prossimo presidente della Provincia. Che, nei piani, dovrebbe essere lui. La Provincia, ha detto, non deve essere un bancomat; bisogna limitare il movimento dei pendolari, dare più opportunità ai giovani con maggiori garanzie, più investimenti e meno spreco, meno mano pubblica nell’economia, un turismo con più identità e un’urbanistica che metta il territorio al centro. Ogni passaggio decorato da applausi. E la coalizione? Be’, quella c’è e rimane. I ringraziamenti a Dellai si sono sprecati, ma non sono mancati gli appunti negativi al bipolarismo e ai partiti nazionali. Amore imperituro è stato dichiarato alla Svp, ricambiato - almeno a parole - da Richard Teiner, presidente della Südtiroler Volkspartei (in sala anche Herbert Dorfman, l’europarlamentare), mentre per la Lega solo critiche: «Il federalismo e l’autonomismo nelle loro mani ha portato al disastro», detto con la consapevolezza di chi vede la possibilità di intercettare i voti dei leghisti delusi.<br />
 Il dissenso non s’è visto. Mauro Ottobre ha annunciato la sua Corrente autonomista popolare, ma assolutamente nel partito, senza alcuna ambizione di rottura.</p>

]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-17T08:07:59+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Il governatore e le Stelle alpine]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/il-governatore-e-le-stelle-alpine</link>
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		<description><![CDATA[<p>Dellai: «Il Patt in crescita per le scelte giuste di fine anni ’90» Il presidente della Provincia ricorda le «cornacchie che preconizzavano<br />
la fine del Patt» per l’alleanza con il centrosinistra.</p><p>Tra Lorenzo Dellai - seduto in<br />
prima fila - e i vertici autonomisti,<br />
che si sono succeduti sul<br />
palco del Palarotari, ieri è stato<br />
tutto uno scambio di ringraziamenti.<br />
Il Patt sa che deve molto del suo<br />
attuale successo all’alleanza<br />
stretta con il governatore - soprattutto<br />
i due assessori Ugo<br />
Rossi e Franco Panizza - ma anche<br />
Dellai è ben consapevole<br />
che la sua coalizione forse neppure<br />
ci sarebbe oggi se gli autonomisti<br />
non avessero fatto<br />
questa scelta di campo, quando<br />
era tutt’altro che scontata.<br />
E ieri al congresso il presidente<br />
della Provincia lo ha riconosciuto<br />
ricevendo anche lui molti<br />
applausi. «Con il Patt - ha esordito<br />
Dellai, dopo aver fatto l’elogio<br />
dei due assessori della sua<br />
giunta, - c’è un rapporto di lealtà,<br />
sincerità e grande coerenza<br />
costruito insieme e sul quale<br />
ho potuto contare. È evidente<br />
che il Patt è in una fase positiva<br />
di crescita e questo si deve<br />
anche alle scelte giuste e lungimiranti<br />
fatte a fine anni ‘90».<br />
E Dellai non ha mancato di sottolineare<br />
che all’epoca proprio<br />
per questa scelta «c’erano delle<br />
cornacchie che preconizzavano<br />
la fine del Patt, dicendo<br />
che sarebbe stato svuotato».<br />
È successo il contrario e anche<br />
il presidente Dellai, riferendosi<br />
all’alternativa rappresentata<br />
dalla Lega nord e dal centrodestra,<br />
ha commentato: «Insieme<br />
abbiamo ridato senso e fiato all’autonomia<br />
e siamo stati gli unici<br />
in Italia a resistere al ventennio<br />
berlusconian-leghista perché<br />
non abbiamo mai creduto<br />
a quel sogno accattivante che<br />
si è trasformato in un incubo,<br />
né alle lusinghe populiste e non<br />
ci crederemo neanche il 29 aprile<br />
».<br />
Dellai a proposito del centrodestra<br />
ha punzecchiato anche<br />
il presidente dell’Union Valdotaine,<br />
Ego Perron, presente al<br />
congresso del Patt insieme all’Obmann<br />
della Svp, Richard<br />
Theiner, i due partiti autonomisti<br />
con cui le Stelle alpine hanno<br />
siglato un accordo di collaborazione<br />
in difesa dell’autonomia,<br />
insieme ai ladini della<br />
Ual.<br />
«Perron - ha incalzano Dellai -<br />
dice che si deve tornare alla politica,<br />
ma io gli rispondo che la<br />
politica dal Trentino non se n’è<br />
mai andata perché non abbiamo<br />
ceduto alle lusinghe dei falsi<br />
profeti». Mentre proprio<br />
l’Union Valdotaine ha stretto<br />
accordi con il centrodestra sostenendo<br />
il governo Berlusconi<br />
e rimanendone poi delusa.<br />
Riguardo agli appuntamenti<br />
elettorali del 2013 - le elezioni<br />
politiche a primavera e soprattutto<br />
le elezioni provinciali d’autunno<br />
- il presidente uscente<br />
Lorenzo Dellai si è limitato ad<br />
augurarsi che: «I partiti della<br />
coalizione riescano tutti insieme<br />
a tenere la barra dritta».<br />
Ha fatto un accenno veloce al<br />
«coraggio in più» che avrebbe<br />
potuto portare alla nascita di<br />
un partito territoriale del Trentino,<br />
obiettivo nel quale Dellai<br />
continua a sperare, ma nel breve<br />
termine si è detto convinto<br />
che se si arriverà a «un patto<br />
fortissimo tra di noi non ci sarà<br />
alcun deragliamento».<br />
Dellai non ha toccato l’argomento<br />
del suo futuro politico<br />
né del possibile successore, anche<br />
se sa benissimo che in casa<br />
Patt si fa il nome e cognome<br />
di Ugo Rossi. Si è augurato però<br />
che la trattativa con il governo<br />
Monti possa portare all’«autonomia<br />
integrale» che il Trentino<br />
rivendica e che sul piano<br />
politico si possano trovare nuove<br />
collaborazioni con le altre<br />
regioni del Nord deluse dalla<br />
promessa federalista non mantenuta.<br />
Al congresso autonomista, come<br />
ha ricorda in apertura il presidente<br />
del partito, Walter Kaswalder,<br />
commosso davanti a<br />
un’assemblea mai così unita e<br />
numerosa, hanno assistito i rappresentanti<br />
di quasi tutti gli altri<br />
partiti sia di maggioranza<br />
che di opposizione. Mancava la<br />
Lega. C’erano i segretari dei partiti<br />
alleati: Michele Nicoletti<br />
(Pd), Flavia Fontana (Upt), Luigi<br />
Chiocchetti (Ual), Salvatore<br />
Smeraglia (Italia dei valori). Ivo<br />
Tarolli e Lia Beltrami (Udc). Per<br />
l’opposizione c’erano il senatore<br />
e coordinatore regionale del<br />
Pdl, Cristano de Eccher e il consigliere<br />
provinciale Rodolfo<br />
Borga insieme a Mario Malossini,<br />
difiniti da Kaswalder - non<br />
molto aggiornato</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-17T08:03:27+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[«Caro Dellai, ora tocca a noi»]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/caro-dellai-ora-tocca-a-noi</link>
		<guid>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/caro-dellai-ora-tocca-a-noi#When:08:01:39Z</guid>
		<description><![CDATA[<p>Panizza: il Patt è pronto a mettersi in primissima linea</p><p>Il colpo d’occhio del<br />
Palarotari della Cantina<br />
MezzaCorona, dove si è<br />
tenuto ieri mattina il<br />
congresso del Patt, vale più di<br />
tante parole per descrivere lo<br />
stato di salute del partito e la<br />
base larga su cui il nuovo<br />
segretario Franco Panizza -<br />
eletto per acclamazione - e<br />
l’uscente Ugo Rossi,<br />
appoggiano il loro ambizioso<br />
progetto di conquista della<br />
leadership della coalizione e<br />
della guida della Provincia nel<br />
2013. L’auditorium conta circa<br />
1.300 persone e gli<br />
autonomisti l’hanno saputo<br />
riempire, riscattandosi<br />
È una sintonia rara, anche se -<br />
va ricordato - la linea politica<br />
di Ugo Rossi non è del tutto<br />
coincidente con quella di<br />
Franco Panizza, almeno per<br />
quanto riguarda il progetto<br />
del Partito del Trentino, che<br />
Rossi avrebbe voluto<br />
costruire già da tempo<br />
insieme all’Upt di Lorenzo<br />
Dellai, mentre il nuovo<br />
segretario vede con maggiore<br />
sospetto.<br />
Il «sogno che dobbiamo ai<br />
nostri padri», così l’ha<br />
definito Rossi, rimane ma -<br />
per l’appunto - per ora non è<br />
molto di più. Panizza ha<br />
infatti parlato solo di «partito<br />
di raccolta» come<br />
allargamento del Patt insieme<br />
a un’area di «centro,<br />
popolare, democratica e<br />
federalista».<br />
La Lega, il bersaglio preferito.<br />
Nell’applausometro del<br />
congresso autonomista non si<br />
poteva non notare ieri che<br />
sono stati soprattutto i<br />
riferimenti e gli attacchi alla<br />
Lega nord a scaldare la<br />
platea. Ha cominciato Ugo<br />
Rossi accusando la Lega di<br />
aver partecipato alle elezioni<br />
per mettere i suoi<br />
rappresentanti nelle<br />
assemblee delle Comunità di<br />
valle e «ora propone un<br />
referendum per abolire le<br />
Comunità». «Questa è<br />
demagogia pura - urla Rossi<br />
scatenando i delegati - e non<br />
fa parte del nostro Dna». E poi<br />
ancora: «Autonomia non è un<br />
trasloco di mobili dei<br />
ministeri da Roma a Milano».<br />
«Non voglio speculare sulle<br />
disavventure altrui - incalza il<br />
segretario uscente del Patt -<br />
ma la vicenda della Lega<br />
dimostra che se l’autonomia<br />
non parte dal territorio ma<br />
viene delegata a chi se ne<br />
occupa da un’altra parte si va<br />
incontro a un fallimento<br />
sicuro». E gli applausi<br />
continuano.<br />
Anche il neosegretario Franco<br />
Panizza apre il suo discorso<br />
con un riferimento al<br />
Carroccio e infatti così liquida<br />
subito il partito di Bossi: «La<br />
Lega nord, pur assumendo<br />
incarichi di rilievo a livello<br />
nazionale, è stata nei fatti<br />
incapace di tutelare il sistema<br />
delle autonomie e la stessa<br />
idea di Stato federale. E<br />
questo a prescindere dalle<br />
vicende di questi ultimi<br />
giorni. È però da chiedersi<br />
quale futuro avrebbe il<br />
Trentino se la lotta per<br />
l’autonomia fosse stata<br />
appaltata alla Padania e ai<br />
suoi paladini. Noi sappiamo<br />
che le ragioni della<br />
responsabilità e<br />
dell’autonomia dei popoli<br />
sono nate ben prima della<br />
Lega nord e certo non sono<br />
destinate a finire con essa».<br />
La Lega è sempre stata per il<br />
Patt un competitore diretto; i<br />
due partiti pescano in un<br />
bacino elettorale molto<br />
simile, hanno anche un modo<br />
di sentire e vivere<br />
l’appartenenza al movimento<br />
che ha molti tratti in comune.<br />
In questi anni Patt e Lega si<br />
sono contesi voti, aderenti e<br />
anche qualche<br />
rappresentante politico. È<br />
evidente che ieri, di fronte a<br />
un Carroccio caduto in<br />
disgrazia e che si ritrova<br />
all’opposizione a Trento e<br />
anche a Roma, il Patt non<br />
poteva non sottolineare che<br />
la scelta fatta a suo tempo di<br />
ancorarsi al centrosinistra di<br />
Lorenzo Dellai invece di<br />
inseguire la Lega e Berlusconi<br />
si è rivelata la migliore per il<br />
Partito autonomista.<br />
Patt già in campagna elettorale.<br />
Sono bastate dieci pagine al<br />
navigato Franco Panizza per<br />
spiegare agli autonomisti<br />
dove vuole portare il partito.<br />
Il candidato segretario ha<br />
toccato tutte le corde care al<br />
popolo delle Stelle alpine a<br />
cominciare dalla difesa e dal<br />
futuro dell’autonomia,<br />
venendo interrotto per ben 18<br />
volte dagli applausi (anche se<br />
il tributo più forte della<br />
giornata è andato all’uscente<br />
Ugo Rossi).<br />
Panizza si è lasciato poi<br />
andare a un lungo<br />
ringraziamento al presidente<br />
Lorenzo Dellai «per aver<br />
creduto negli autonomisti».<br />
«Dellai - sono le parole di<br />
Panizza - ci ha sostenuti<br />
nell’aspirazione di dare forza<br />
e dignità alla nostra volontà<br />
di autogovernarci, perché con<br />
noi condivide l’idea<br />
autonomista». E in coda<br />
aggiunge: «Credo che in<br />
questa sede congressuale sia<br />
mio dovere riconoscere<br />
l’impegno e la lealtà di tutte le<br />
forze dell’Intesa democratica<br />
e autonomista».<br />
Ma ora, guardando al futuro,<br />
il Patt rivendica che sia<br />
giunto il suo momento, infatti<br />
Panizza si rivolge a Dellai e<br />
dice: «Oggi, caro presidente, il<br />
Patt è pronto a compiere un<br />
ulteriore passo nel percorso<br />
di responsabilità di fronte a<br />
un futuro difficile. Il Patt è<br />
disponibile a mettersi in<br />
gioco anche in posizioni di<br />
primissima linea». E il<br />
riferimento è ovviamente alla<br />
candidatura di Ugo Rossi alla<br />
presidenza. C’è anche il<br />
programma: cinque pagine in<br />
coda al discorso del<br />
neosegretario.<br />
Il neosegretario delle Stelle alpine, eletto per acclamazione in un affollato<br />
Palarotari da 1.300 posti, ha lanciato ieri la corsa dell’assessore Ugo Rossi<br />
per la presidenza della Provincia nel 2013 alla guida della coalizione uscente<br />
CONGRESSO<br />
Forti applausi<br />
per Rossi soprattutto<br />
quando attacca<br />
l’odiata Lega nord<br />
che viene accusata<br />
di «demagogia pura»<br />
dall’insuccesso della<br />
manifestazione malfatta di<br />
marzo a difesa<br />
dell’autonomia, che aveva<br />
portato in piazza Battisti<br />
molte meno persone,<br />
lasciando troppi spazi vuoti e<br />
l’amaro in bocca a chi era<br />
sceso in città con il pensiero<br />
alle mitiche adunate dell’Asar.<br />
Ma ieri il congresso del<br />
passaggio di testimone tra<br />
Rossi e Panizza - la coppia<br />
che insieme si sta tirando<br />
dietro il partito - è stata<br />
l’occasione per certificare il<br />
risultato delle scelte fatte in<br />
questi sette anni di segreteria<br />
Rossi e dimostrare ad alleati e<br />
oppositori che il Patt è oggi<br />
un partito unito e che non<br />
intende cambiare direzione.</p>

<p><br />
Patruno - L&#8217;Adige 16.04.2012</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-17T08:01:39+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[«È il turno del Patt: il partito è maturo»]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/e-il-turno-del-patt-il-partito-e-maturo</link>
		<guid>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/e-il-turno-del-patt-il-partito-e-maturo#When:07:15:52Z</guid>
		<description><![CDATA[<p>Panizza candidato unico alla segreteria per lanciare Rossi alla guida della Provincia</p><p>«Oggi è il nostro turno: il Patt<br />
ha la strada spianata davanti».<br />
Franco Panizza, assessore provinciale<br />
alla cultura e alla cooperazione,<br />
è il candidato unico<br />
per la successione di Ugo Rossi<br />
alla guida del Patt.<br />
Domenica, al congresso del<br />
partito, che si terrà al Palarotari<br />
di Mezzocorona, Panizza<br />
assumerà il nuovo incarico dopo<br />
aver convinto anche i più<br />
riottosi a rinunciare alla sfida<br />
per concentrarsi uniti sull’unico<br />
obiettivo che la coppia Panizza-<br />
Rossi sta da tempo indicando<br />
alla base: portare il Patt<br />
alla presidenza della Provincia.<br />
E magari anche un autonomista<br />
in Parlamento (Panizza stesso?).<br />
È vero che un autonomista, Carlo<br />
Andreotti, c’è già stato alla<br />
guida della giunta provinciale<br />
(prima di Lorenzo Dellai) e la<br />
sua non è stata una legislatura<br />
memorabile. Ma molta acqua è<br />
passata sotto i ponti da allora:<br />
sono passati i volti di autonomisti<br />
«imbarazzanti» - ormai<br />
usciti di scena - insieme ai balletti<br />
sulla collocazione politica,<br />
alle rotture e alle ricomposizioni.<br />
E ora che il Patt è l’unico<br />
partito autonomista del<br />
Trentino (Ual esclusa), mentre<br />
i partiti nazionali sono tutti in<br />
difficoltà e l’Upt senza Dellai<br />
non si sa ancora cos’è, le Stelle<br />
alpine si sentono forti.<br />
Assessore Panizza, la missione<br />
della sua segreteria è portare Rossi<br />
alla presidenza della Provincia?<br />
Direi che questo sarà il congresso<br />
della maturità del Patt e gli<br />
scopi sono più d’uno. La mia<br />
candidatura è stata condivisa<br />
per dare stabilità al partito in<br />
questa fase in cui vogliamo dire<br />
chiaro e tondo che il Patt è<br />
in grado di assumersi un ruolo<br />
e una responsabilità più grandi,<br />
fino alla presidenza della<br />
Provincia, perché ha una visione.<br />
Al congresso indicherò anche<br />
la base del programma per<br />
la prossima legislatura.<br />
Come pensa di fare accettare al<br />
Pd e agli altri alleati un candidato<br />
presidente del Patt per il dopo-<br />
Dellai?<br />
Non mi pongo ora il problema.<br />
Per essere determinanti si deve<br />
essere forti e avere delle<br />
idee. Non so se ce la faremo ma<br />
siamo pronti ad assumerci questa<br />
responsabilità. Il Patt non<br />
vuole rompere alleanze, la coalizione<br />
di Dellai ha già fatto propri<br />
molti dei nostri cavalli di<br />
battaglia. L’«autonomia integrale<br />
» era uno slogan che andava<br />
bene per l’Asar e oggi viene<br />
condiviso da tutta la coalizione.<br />
Come ha fatto a convincere Devis<br />
Tamanini e Mauro Ottobre a rinunciare<br />
a candidarsi alla segreteria<br />
per appoggiare il suo nome<br />
come candidato unico?<br />
La candidatura unica non è nata<br />
per bloccare le idee, ma per<br />
costruire una squadra. Tamanini<br />
ha chiesto particolare attenzione<br />
sui temi economici e<br />
per questo al congresso sarà<br />
annunciata la costituzione di<br />
un gruppo di lavoro, che lui guiderà,<br />
che si occuperà di economia.<br />
Anche Ottobre troverà il<br />
suo spazio. Nelle assemblee<br />
territoriali sono state presentate<br />
otto tesi congressuali, c’è<br />
stato un dibattito vivace e molti<br />
di quei contenuti io li ho ripresi<br />
e faranno parte del mio<br />
documento congressuale. Oggi<br />
è il turno del Patt: è il nostro<br />
momento.<br />
Cosa vuol dire che è il turno del<br />
Patt?<br />
Intendo dire che il Patt ha imparato<br />
dagli errori del passato<br />
e oggi è diventato una forza politica<br />
credibile, affidabile e con<br />
una grande spazio politico davanti<br />
e per questo ha ricompattato<br />
le fila. La Lega ha fallito sul<br />
progetto del federalismo e ormai<br />
non so chi possa credere<br />
ancora alla Padania. Così come<br />
ha fallito il Pdl. L’Upt invece sta<br />
ancora decidendo dove collocarsi<br />
e Dellai è alla sua scadenza<br />
naturale. Per questo dico<br />
che il Patt ha la strada spianata<br />
davanti e deve saper cogliere<br />
questo momento.<br />
Si è dimenticato del Pd?<br />
No, il Pd è un nostro alleato e<br />
lavoriamo insieme dappertutto,<br />
ma non costruiamo progetti<br />
politici insieme al Pd e il nostro<br />
spazio politico non è il loro,<br />
per questo non l’ho citato.<br />
Domani, il giorno prima del congresso,<br />
firmerete un patto con la<br />
Svp, la Ual e l’Union Valdotaine,<br />
che significato ha questa firma?<br />
Lo scopo è un accordo tra i partiti<br />
autonomisti e di raccolta<br />
più rappresentativi dell’arco alpino<br />
per lavorare insieme sui<br />
temi dell’autonomia a livello<br />
nazionale.<br />
L’Union Valdotaine è alleata del<br />
Pdl e per questo l’Upt dialoga con<br />
l’altro partito autonomista valdostano<br />
(Alpe) che è di centrosinistra.<br />
Come la mettiamo?<br />
L’Union Valdotaine è un partito<br />
di raccolta con il 56%, per<br />
questo si può dire che è «neutro<br />
». Non so con chi si è alleato,<br />
ma credo che si sia già riposizionato.</p>

<p>L&#8217;Adige-Patruno</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-13T07:15:52+00:00</dc:date>
	</item>

	<item>
		<title><![CDATA[Rossi: «Pronti alla successione»]]></title>
		<link>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/rossi-pronti-alla-successione</link>
		<guid>http://www.patt.tn.it/notizie/archivio/rossi-pronti-alla-successione#When:09:54:20Z</guid>
		<description><![CDATA[<p> Il segretario uscente candida il Patt (e se stesso) a guidare la Provincia . Il partito è cresciuto molto in credibilità e uscirà dal congresso con un programma per il Trentino  </p>

<p>Il Patt è pronto a governare il Trentino. E vanta di avere carte migliori di Upt e Pd per sedersi sul trono di Dellai, pur in un contesto di coalizione che non è in discussione. Anche se un pensierino a superare l’attuale struttura politica Ugo Rossi lo sta facendo. Il segretario uscente è molto fiducioso. Non si dà voti, ovviamente, ma si vede che è soddisfatto del lavoro fatto in dieci anni di guida e lo consegna nelle mani di Panizza con il mandato di consolidare le posizioni. Dando, in qualche modo, il via libera alla successione di Dellai nel nome delle Stelle alpine. I 3 mila tesserati domenica saranno al congresso di Mezzocorona blindato per quanto riguarda la nomina del nuovo segretario.<br />
 Ugo Rossi lascia la guida del partito, sicuro che sia il momento buono per puntare più in alto.<br />
 La tempistica è perfetta: con il partito consolidato alle spalle ora può puntare alla successione a Dellai.<br />
 Dal congresso uscirà un Patt pronto a governare la provincia. Siamo cresciuti molto, soprattutto dal punto di vista della credibilità.<br />
 Ma non basta.<br />
 Abbiamo un programma puntuale e una linea politica chiara. Tanto più che i nostri punti fissi sono ora diventati patrimonio anche degli altri partiti. Non ne siamo gelosi, anzi, credo che sia molto positiva questa sorta di “condivisione”, ma ne rivendichiamo la primogenitura. Upt e Pd mi sembrano più in ritardo su questo fronte.<br />
 Quale respiro può avere un partito che non ha agganci diretti a Roma?<br />
 Paradossalmente ora questo aspetto ci sta premiando. C’è una sfiducia diffusa nei partiti tradizionali e il fatto che noi abbiamo una precisa identità non raffrontabile ci mette in vantaggio rispetto agli altri.<br />
 Vuol dire che il Patt può essere l’unico partito territoriale di riferimento?<br />
 Siamo credibili e siamo visti alla pari degli altri partiti della coalizione. E siamo coscienti di non essere autosufficienti dal punto di vista politico. Ora è però il momento di evolvere.<br />
 Verso dove?<br />
 Verso un grande partito di raccolta in Trentino, verso un progetto politico con un occhio rivolto alle cose da fare nella nostra terra ma capace anche di dare un contributo alla politica nazionale.<br />
 Il partito unico?<br />
 Non necessariamente, però tutti, a partire dal Patt, dovremmo rimuovere quegli steccati ideologici che non ci permettono di guardare oltre.<br />
 Tutti assieme, dunque, ma con il Pd non avete grande feeling.<br />
 Non è del tutto vero. Sugli aspetti della programmazione invece abbiamo un’ottima intesa. Nella messa in pratica, invece, c’è qualche difformità di vedute. Forse il Pd dovrebbe capovolgere il suo approccio: partire dal locale per arrivare al nazionale. Qui abbiamo dimostrato che possiamo essere più innovativi che a livello nazionale perchè ci sono meccanismi diversi.<br />
 Con l’Upt avete più intesa, entrambi partiti territoriali.<br />
 Per la verità l’Upt arriva da una storia diversa, legata comunque a un partito nazionale. E’ diventato territoriale in seguito.<br />
 Quant’è cresciuto il Patt?<br />
 Ho fatto per due anni il segretario organizzativo e per altri 8 il segretario. All’inizio di fatto c’erano tre partiti e poca chiarezza, arrivando persino a qualche deviazione verso il centro destra e all’allontanamento dalla Svp. Oggi invece le Stelle alpine sono riconosciute come l’unica espressione degli autonomisti. Una linea chiara, poi, ci ha assegnato quella patente di credibilità che ci ha fatti crescere come consenso, fino al successo in termini di voti delle Comunità di valle.<br />
 Al congresso c’è un solo candidato: anche nel Patt manca il confronto?<br />
 Arriviamo al congresso dopo 17 assemblee di ambito e la discussione di 8 tesi congressuali. Il dibattito c’è. In questo momento di consolidamento era importante trovare una figura riconosciuta capace di dare ulteriore solidità. E questa figura è Franco Panizza.<br />
 Scelta saggia?<br />
 In prossimità delle elezioni spuntano un sacco di candidati segretari che però hanno altre mire. Panizza non ha bisogno di fare il segretario e anche per questo è la persona più indicata.<br />
 C’è però la tendenza a trascurare il ricambio. Si parla di un altro mandato a Dellai.<br />
 Non credo proprio. Non se n’è mai parlato, lui non ne ha mai parlato. E non è all’ordine del giorno.<br />
 Ma al di là della politica, anche la Provincia ha dimostrato spesso di avere poco coraggio nei cambiamenti: facce nuove per sfide nuove.<br />
 Questo è stato fatto soprattutto nel periodo pre crisi: era necessario andare sul sicuro su soggetti collaudati. Altrimenti saremmo stati spazzati via. Però non c’è dubbio che la parola d’ordine deve essere innovazione, in tutti i campi.<br />
 Il Patt ha facce nuove?<br />
 Abbiamo una buona generazione che sta crescendo: diversi sindaci e tre presidenti di Comunità di valle. E poi, io non sono mica una faccia vecchia.<br />
 Con il presidente Dellai ha una buona intesa, ma avrà pure un difetto, no?<br />
 Ne ha uno che ritrovo però anche in me stesso: spesso è troppo veloce nell’elaborare le accelerazioni, senza costruirci attorno le condizioni di una condivisione.</p>

<p>Trentino - Tosin</p>]]></description>
		<dc:subject><![CDATA[]]></dc:subject>
		<dc:date>2012-04-12T09:54:20+00:00</dc:date>
	</item>


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